TE LO DO IO IL CONFLITTO DI INTERESSI !
"Romano, alle elezioni voteresti per mio fratello?" mi chiese tanti anni fa una mia conoscente. Io, sicuro di essere apprezzato per la mia sincerità risposi "Mi dispiace ma non posso, sono già impegnato". Sguardo basso, testa bassa, lieve torsione a sinistra della spalla destra, giro completo in senso antiorario del corpo con esposizione del grande, grosso, largo sedere della signora che accompagnò il resto del suo corpo in modo graduale ma deciso lontano dalla mia presenza. Nessuna parola ma un gesto inequivocabile che in dialetto catanzarese si chiama "culivotata" ovvero "girata del sedere" o "rotazione del sedere" e che intende, quindi, una persona che quasi di scatto si gira dandoti le spalle. Passano gli anni e le elezioni politiche anche locali ritornano. "Romano, voteresti mio marito alle elezioni?". Freud sarà stato un cocainomane, avrà detto tante sciocchezze con la sua psicoanalisi ma sarà sato l'inconscio, il subconscio o chissà cosa che mi portò a rispondere quella volta con un bel "Certo !". "Bene" - mi rispose a sua volta quest'altra mia conoscente - "mi dici dove voti, in quale sezione della città?" . Con un taccuino in mano la signora rimase in attesa della mia risposta che prontamente diedi senza poter mentire. Altro che sondaggio, calcolando che Catanzaro, non è un'offesa ma una verità, non è una metropoli ma un grande paese, che la persona che avrei dovuto votare non si presentava alle regionali o nazionali ma a quelle locali, che non era un grande personaggio e che quindi in quella sezione avrebbe preso pochissimi voti, al limite anche nessuno, nella sostanza ero rimasto fregato. Se non lo avessi votato, cosa che feci, mi avrebbero certamente sgamato. Adesso cosa succede se alle elezioni politiche si presenta il piccolo imprenditore proprietario del grande supermercato della piccola città, che in seguito diventa proprietario anche di un noto punto vendita di abbigliamento e non solo di una nota azienda italiana e che poi negli anni diventerà socio o proprietario unico del primo grande centro commerciale di una cittadina?? Se usasse il metodo dell'ultima signora descritta certamente metterebbe sotto scacco tutti i suoi dipendenti e in effetti li mette nel momento stesso in cui si presenta. La cassiera e tutti i suoi colleghi in contratto determinato ma anche indeterminato metterebbero a rischio il proprio lavoro oppure avrebbero il coraggio di subire eventuali angherie del loro capo non votandolo? Anche questo è conflitto di interessi, mica c'é solo Berlusconi in giro, ci sono anche i suoi imitatori. Il conflitto di interessi, per chi sceglie di svolgere un incarico politico, è un problema non solo dell'imprenditore ma anche del magistrato e di altre professionisti che vogliono scendere in campo, il campo politico. All'origine di questo problema c'é, a mio avviso, un equivoco di fondo e cioé che il politico che si presenta alle elezioni dovrebbe essere solamente un cittadino eletto democraticamente dal popolo e che dovrebbe rappresentare le istanze della cittadinanza e basta. Il politico eletto non dovrebbe essere un onorevole (onorevole di cosa, forse nel senso che ha l'onore di rappresentare il popolo?!? Allora sì, sarebbe un onorevole) ma un cittadino al servizio della comunità e che se non è capace di farlo dovrebbe ritornare a casa e senza auto blu che non dovrebbero nemmeno esistere. Solo in questo caso e senza che il cittadino stesso possa identificare nel politico colui che l'aiuterebbe per i suoi affari, avremmo risolto in toto il conflitto di interessi. Ma naturalmente tutto ciò non accadrà mai.
